{"id":21,"date":"2021-04-15T13:37:21","date_gmt":"2021-04-15T13:37:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.anarkos.it\/?page_id=21"},"modified":"2021-04-15T16:03:34","modified_gmt":"2021-04-15T16:03:34","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.anarkos.it\/it\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 l&#8217;ultima provocazione dell&#8217;<strong>Accademia dei Racemi<\/strong>. Un vino per comunicare il <strong>disagio della Puglia<\/strong> nell&#8217;assistere inerme alla propria colonizzazione, nel momento in cui la sua identit\u00e0 e tipicit\u00e0 si affacciano con onore sul mercato internazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;<strong>asservimento<\/strong> delle uve e dei vini pugliesi alla causa di altre produzioni regionali si passa oggi all&#8217;uso (e talvolta all&#8217;abuso) delle terminologie varietali tipiche: primitivo, negramaro e nero di troia appaiono sulle etichette di vini imbottigliati ovunque al di fuori della Puglia, vini che senza certezza sulla propria origine, in quantit\u00e0 abnormi invadono i mercati creando confusione nei consumatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il pregiudizio che marchiava il vino pugliese come vino esclusivamente da taglio<\/strong>, cadendo, ha ceduto il posto alla concessione di nuovi riconoscimenti, quasi sempre per\u00f2 relegati al rapporto qualit\u00e0\/prezzo, come se la qualit\u00e0 assoluta (cio\u00e8 svincolata da un prezzo basso) possa essere appannaggio di sole poche altre regioni. Ciononostante il vino pugliese comincia ad inserirsi nelle carte dei ristoranti del mondo e a farsi apprezzare per la sua tipicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure non di solo vino la Puglia ha fornito le altre regioni italiane. Fino a periodi recenti, prima che l&#8217;Assessorato Regionale all&#8217;Agricoltura ponesse il blocco assoluto, <strong>migliaia di ettari di diritti di reimpianto sono stati trasferiti altrove<\/strong> decretando l&#8217;estinzione definitiva di vigneti pugliesi a favore della nascita di vigneti in altre regioni.<br>Il fenomeno ha colpito in particolare i vecchi alberelli pugliesi (talvolta centenari), cio\u00e8 quei vigneti che erano stati piantati col sistema inventato dagli antichi greci e tramandato di generazione in generazione: <strong>libere piante in libere terre<\/strong>, potrebbero definirsi, poich\u00e8 nessun sostegno di pali o fili aiuta o incoraggia la vigna a produrre di pi\u00f9. Questi antichi monumenti alla viticoltura mondiale sopravvivono ancora soltanto nella nostra terra, combattendo non solo contro le intemperie e le avversit\u00e0 naturali ma anche contro gli assurdi incentivi che la Comunit\u00e0 Europea pose sul loro capo: veri e propri premi in denaro per dismetterli definitivamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora che la gente ha scoperto il gusto dei vini caldi, ricchi e solari, antichi come quelli pugliesi, frotte di <strong>capitalisti<\/strong> si precipitano da ogni dove a rilevare vigneti, acquistare casali, terreni e masserie, commerciare i vini pugliesi per fregiarsi della qualifica di produttori pugliesi. E purtroppo trovano terreno fertile in una viticoltura antica ma provata, in una enologia che ha finito per piegarsi ai pregiudizi e non si \u00e8 rinnovata, in una politica europea vissuta passivamente che ha incoraggiato superproduzioni e <strong>annientamento della tipicit\u00e0<\/strong> e che oggi &#8211; qui la beffa &#8211; mette a disposizione i fondi regionali soprattutto in favore dei capitalisti arrivati da fuori. Sicch\u00e8 a poco \u00e8 valso resistere, mantenere il vigneto negli anni bui delle distillazioni, coltivare nelle sabbie cos\u00ec parche di frutto, tenere in vita piante di oltre 50 anni d&#8217;et\u00e0, le cui bacche apportano complessit\u00e0, concentrazione e profondit\u00e0 di aromi.<br><strong>Come pu\u00f2 un vino comunicare questo disagio e anzi incoraggiare alla resistenza o addirittura alla ribellione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se \u00e8 prodotto da una schiera di <strong>innovatori<\/strong>, da chi ha lavorato con passione per il primitivo ed altre variet\u00e0 quasi scomparse portandole alla ribalta dei consumatori attenti e appassionati del mondo, se il vino stesso contiene questo<strong> calore<\/strong>, questo<strong> istinto e passione per il territorio<\/strong>, se \u00e8 fatto con uve che sanno di storia e tradizione, allora il significato intrinseco pu\u00f2 anche passare attraverso il bicchiere&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il vino, ricco, intenso, con avvolgenti abbracci di frutta matura, \u00e8 anche fine, morbido ed elegante, apprezzabile al palato di tutti, ma soprattutto economicamente alla portata di tutti, allora assume la forma di un <strong>messaggio<\/strong>, di un <strong>manifesto<\/strong>, di una <strong>testimonianza<\/strong> che ha solo bisogno di essere tramandata per la solidariet\u00e0 dei pugliesi e della loro viticoltura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 l&#8217;ultima provocazione dell&#8217;Accademia dei Racemi. 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